Provocazione e proposta

March 12th, 2009

“Dobbiamo considerare il videogame un media?” Se ne parla su arsludica in merito a questo interessante intervento di Michele Melis. In particolare alcuni interventi “segnalano” una incapacità o poca voglia da parte dei vari mass media e ambiti accademici nel volere comunicare l’effettivo valore artistico dei videogame.
Domanda: noi utenti possiamo fare meglio dei settori di PR? In che modo? Magari si potrebbe realizzare un servizio e metterlo in rete.

Game accessibility: voce ai disabili

September 27th, 2008

Dopo aver scritto un dossier riguardante la Game Accessibility (se ne parla qui), pubblicato sul numero di Ottobre di The Games Machine, ho pensato che potrebbe essere interessante ricevere testimonianze da parte dei disabili (o dei loro cari) per poterle “girare” in seguito ai publisher ovvero agli editori che producono e immettono sul mercato i giochi.
Ovviamente mi occuperei personalmente di inviare il materiale alle aziende e figure interessate. Se la proposta vi interessa potete iniziare a commentare e a parlarne anche sulla blogsfera.

English version:

My name is Gianluca Masina and i wrote for italian videogame magazine The Games Machine an article about Game Accessibility for people with disabilities. I would publish on this site your stories about difficulties for people with disabilities (or by their relatives) to play with mainstream videogames. I’ll send these testimonies to main publishers. You can insert them directly under this post.
Thank you for your attention and best regards.

Sognireali the game v2: documento di design

March 10th, 2008

Da questo link è possibile scaricare il documento di design della seconda versione di Sognireali: the game, redatto anche grazie al grande supporto di Roberto Dillon, docente in Audio Creation presso School of Interactive and Digital Media al Nanyang Polytechnic di Singapore.

Gradirei i vostri feedback e segnalazioni in modo da procedere quanto prima allo sviluppo del progetto.
Chi intendesse partecipare è pregato di inviare una email al mio indirizzo di posta elettronica che trovate qui.

Sognireali: the game

February 7th, 2008

Promuovere un sito mediante un videogame può essere un esperimento ambizioso, lo riconosco. Eppure ho voglia di condividere la mia esperienza, le mie idee. Non si tratta di un capolavoro, anche perché, ammetto i miei limiti come sviluppatore.

Il gioco è molto semplice, il protagonista deve raccogliere i progetti e parlarne sul sito di sognireali facendo però attenzione ai nemici che si muovono per lo schermo. I mostri rappresentano i diversi problemi del nostro paese come la mancanza di investimenti, la burocrazia etc. “Sognireali the game” al momento è stato realizzato in C# sfruttando le librerie XNA scaricabili gratuitamente dal sito Microsoft, insieme alla versione Express di Visual Studio.

Per giocare è sufficiente scaricare il file facendo click sull’immagine della testata e procedere quindi con l’installazione.

Devo ringraziare pubblicamente Giovanni Colì, ragazzo pugliese che ha curato personalmente la veste grafica del gioco e i relativi banner.
Mi piacerebbe avere feedback riguardo questo progetto e le necessarie migliorie. Potete lasciare un commento direttamente in questo post.

schermata1

schermata2

Segnalazione

January 27th, 2008

L’associazione PLIO – Progetto Linguisitico Italiano OpenOffice.org Vi invita al convegno:

Il software libero in Friuli Venezia Giulia
Esperienze e prospettive future per lo sviluppo del mercato ICT.


Udine, 7 Febbraio 2007 - ore 10:00
Sala Pasolini sede della Regione FVG
Via Sabbadini 31

Interverranno tra gli altri:

Alessandro Metz - Consigliere regionale
Gianni Pecol Cominotto - Assessore regionale all’Organizzazione, Personale e Sistemi Informativi
Roberto Antonaz - Assessore Regionale all’Istruzione, Cultura, Sport e Pace
Antonio Scaramuzzi - Responsabile IT Comune di Udine
Luigi Gregori - Coordinatore IT Club Associazione Industriali Udine
Carlo Daffara – Conecta e rappresentante italiano gruppo di studio della Commissione Europea sul software libero

Il programma completo sarà disponibile sul sito: http://flossfvg.plio.it.
E’ richiesta la registrazione gratuita.

Immaginiamo il videogame del futuro

January 13th, 2008

Alla ricerca di nuove situazioni di gioco.
SpinVector, software house di Benevento, è riuscita ad esempio ad evolvere uno storico concept:

Insemina: alcuni estratti delle performance

December 27th, 2007

Come promesso, ecco alcuni momenti dell’evento “Insemina“.

Intervento di GPI al GameCon 2007

December 17th, 2007

Vale la pena segnalare, durante l’edizione 2007 del GameCon, un intervento di Emanuele Colucci, responsabile della sezione Game Design di Game Programming Italia, il portale di riferimento per lo sviluppo videogame in Italia. Emanuele, oltre ad una panoramica delle attività del portale, ha presentato Luca Breda, il vincitore del GPI Game Contest 2007. Luca ha illustrato il suo progetto rispondendo anche ad alcune domande del pubblico presente in sala.

Insemina: quando l’arte incontra l’amore.

December 3rd, 2007


A pochi giorni da un interessante e coraggioso esperimento artistico.

Dal prossimo giovedì 6 Dicembre è in programma, presso il teatro Orione di Palermo, una due giorni di spettacoli (costo del biglietto 10 euro nda) dedicati all’amore, una contaminazione di musica, canto, danza e recitazione. La volontà di affrontare questo tema, spesso trattato in maniera “confusionaria” soprattutto dai mass media.

Ecco, uno degli obiettivi di Insemina è proprio quello di esprimere un messaggio attraverso varie forme d’arte. Mario Bajardi, musicista e principale ideatore di Insemina, ha coinvolto diversi artisti più o meno giovani, provenienti da diverse zone d’Italia ed Europa. “Ho conosciuto Mario circa tre anni fa. Lavorammo ad un progetto di musica e danza con la compagnia di danza Gruppo Festinalente di Paola Cassarà. E’ molto stimolante ritornare a confrontarmi con la sua creatività”, esordisce la ballerina Manuela Vesco, 24 anni, con alle spalle diverse esperienze professionali anche negli USA. “Insemina è intriso di quella fantastica esperienza che noi musicisti chiamiamo contaminazione. Il nostro intento è quello di comunicare un messaggio diretto cercando di farlo possibilmente in maniera innovativa, sperimentando nuove forme di comunicazione a cominciare ad esempio dal concerto che seguirà un’impostazione più teatrale”, interviene Alberto Maniàci, giovanissimo direttore della OGM (Orchestra Giovanile Mediterranea nda). Alberto, Manuela ma anche Laura La Rocca, studentessa di violino al conservatorio, sono soltanto alcuni dei tanti “ospiti” che prendono parte alla rassegna. “Ci troviamo nell’era delle community e dei social network (Facebook, Myspace etc), è quindi fondamentale anche per noi artisti non rimanere isolati ma interagire con altri colleghi, costruendo una rete sempre fertile e in continua evoluzione”, aggiunge il VJ e performer Dario Basile che, insieme al collega Juan Perno, preparano i visual ovvero un mix di immagini in tempo reale da proiettare durante le performance: “Ci serviamo di vari strumenti come notebook, controller midi, videocamere e software Open Source.

L’idea è di contribuire alla costruzione dell’immaginario visivo da parte del pubblico”. Già, il pubblico. La platea non si limiterà ad un ruolo passivo, ma sarà tra i protagonisti poiché è chiamato ad esprimere feedback riguardanti l’evento. Uno dei componenti del gruppo si occuperà di far girare diversi diari, libri bianchi sui quali si possono scrivere le impressioni che lo spettacolo suscita al pubblico. Insieme al libro viene consegnato anche un CD audio contenente i brani dello spettacolo. “Ci piacerebbe che gli spettatori facessero ‘girare’ il testo ad altri loro conoscenti. Questo gesto rappresenta per certi versi la nostra concezione di cultura la quale deve essere divulgata il più possibile”, interviene Bajardi. Il pubblico, al termine dello spettacolo, è invitato al circolo culturale ‘500g’ (via Bara all’Olivella 67), dove si potranno incontrare gli artisti e degustare vino e prodotti tipici siciliani.

Ecco una locandina relativa alla manifestazione (fare click per ingrandire):

Locandina

Il made in Italy tra computer graphics e documentari

November 2nd, 2007


Quando la creatività espressa dai video può diventare un’occasione lavorativa e un veicolo di sensibilizzazione.

Enrico Valenza, 45 anni, illustratore freelance veronese, ha collaborato alle fasi conclusive di Elephants Dream, cortometraggio realizzato totalmente con software Open Source, presso gli studi Orange Open Movie Project di Amsterdam.
(A seguire il cortometraggio e un’immagine di Enrico).

Enrico Valenza

Dallo scorso Ottobre è impegnato nella produzione di Peach, un altro progetto Open Source finanziato dalla Blender Foundation, una organizzazione indipendente non profit . “Ho inviato una mia showreel e sono stato selezionato. Lavoro negli studi del Blender Institute sempre nella capitale olandese”. Valenza all’interno del team ricopre il ruolo di Lead Artist ed è responsabile del design riguardante texture e ambientazioni: “Prendo parte anche alla stesura di storyboard e animatic, coadiuvo alcuni colleghi per la caratterizzazione dei personaggi e il compositing finale”.

Sul sito ufficiale di Peach viene pubblicato lo stato di avanzamento del progetto (in questo periodo si stanno definendo gli ultimi dettagli dello storyboard e si sperimentano i vari effetti grafici). Ogni componente del gruppo deve possedere una solida preparazione tecnica. Enrico, ad esempio, ha lavorato diversi anni nei settori della pubblicità e dell’editoria. “Ho studiato ed appreso molte tecniche pittoriche e di grafica tradizionali (ecoline, gouche, acrilici e olio nda), prima da autodidatta poi con la supervisione del maestro Giorgio Scarato (famoso illustratore, ha lavorato con tutte le maggiori case editrici italiane ed estere nda), dopodiché ho scoperto la computer graphics (painting 2D e texture mediante il software The Gimp nda), in particolare lo studio del software 3D Blender.

Malgrado la computer graphics ricopra un ruolo importante soprattutto nell’industria cinematografica, esistono diverse produzioni che continuano ad entusiasmare grazie allo spettacolo offerto dalla natura. Leonardo Sergiani, riminese, appassionato di immersione subacquea, ha prodotto diverse riprese, prevalentemente nei mari tropicali soprattutto le barriere coralline: “Ho effettuato diverse immersioni anche in Italia, in particolare in Sardegna, al Giglio, a Ponza”. Lo scopo è quello di far conoscere i diversi aspetti dell’ambiente marino, per molti versi ancora sconosciuto. “Molti dei miei filmati sono rivolti ai bambini in quanto ritengo fondamentale per le nuove generazioni lo studio del mare. Attraverso la conoscenza si può imparare a proteggerlo e rispettarlo”.

Le riprese degli ambienti naturali in genere obbligano ad analizzare diverse problematiche poiché spesso gli animali presenti nelle scene mostrano reazioni e atteggiamenti inaspettati rendendo il tutto ancora più spettacolare. Si deve essere pronti a variare in corsa la sceneggiatura, “adattarla in base allo spettacolo offerto dalla natura in quel preciso istante”, sostiene Massimo Boyer, biologo marino e fotografo, con alle spalle diverse collaborazioni a progetti di ricerca universitari e riviste del settore. Questo mestiere comporta una grande capacità di osservazione, essere pronti a cogliere ogni momento. “I protagonisti sono gli abitanti del mare ai quali non è possibile richiedere di ripetere le scene”. Fondamentale quindi pianificare in modo scrupoloso ogni immersione poiché non può durare un tempo superiore ai 80-90 minuti secondo le profondità da esplorare.

Per lavorare in un ambiente “ostico” come quello marino sono necessarie diverse attrezzature, prima tra tutte ovviamente la muta ma anche custodie di alluminio anodizzato in grado di proteggere le videocamere dal filtraggio dell’acqua consentendone il totale utilizzo delle funzionalità anche in mare. Occorre poi aggiungere un buon sistema di luci in grado di illuminare le zone d’ombra e al tempo stesso ravvivare i colori che tendono a svanire man mano che si scende in profondità. Sarebbe inoltre preferibile dotarsi anche di un notebook per scrivere e visionare il materiale.

Gli ostacoli non riguardano tanto la buona riuscita della produzione di un documentario quanto la mancanza di interesse da parte della televisione (intesa come mass media nda). Boyer confessa di avere partecipato con l’Università Politecnica delle Marche alla prima spedizione post tsunami nelle isole a nord di Sumatra (le più vicine all’epicentro del sisma nda) realizzando un documentario con riprese subacquee e esterne inedite e uniche nel loro genere: “Nessuna emittente ha voluto acquistare il film per poterlo mandare in onda”.

Da parte degli autori c’e’ un grande voglia di condividere le emozioni e le sensazioni provate durante la lavorazione. Alcuni progetti concorrono in alcuni dei più prestigiosi concorsi internazionali, tra i quali il festival mondiale dell’immagine subacquea di Antibes Francia, una sorta di premio Oscar per i documentari e filmati subacquaei.

Anche Internet ovviamente svolge un ruolo fondamentale. Boyer: “Gestisco l’archivio della facoltà di Scienze dell’Università Politecnica della Marche riguardante la flora e fauna dell’ambiente marino. Collaboro con siti web (in particolare mondomarino.net e scubaportal.it) coordinando le diverse community”.

La consapevolezza è fondamentale in quanto “bisogna informare la gente sulle ultime scoperte, evitare che rimanga ancorata a concetti superati”. Secondo Boyer si dovrebbe adottare un linguaggio scientifico, rigoroso, esatto, ma al tempo stesso di facile comprensione. Sergiani ritiene inoltre che i mass media dovrebbero trattare l’argomento “mare” in maniera meno superficiale: “Si parla tanto di salvaguardia e di rispetto per l’ambiente, dobbiamo capire che il mare è un bene prezioso e appartiene a tutti quanti e soprattutto si deve insegnare ad amarlo”. Per la cronaca, l’edizione 2007 di Antibes ha visto assegnare il premio della giuria al filmato prodotto dallo stesso Sergiani e intitolato “Il Mare”, riguardante la salvaguardia e la sensibilizzazione dell’ambiente marino.

A seguire una serie di link riguardanti alcuni estratti del documentario “Shark feeding”, realizzato da Massimo Boyer, Daniele Iop e Manfred Bortoli:

Link1

Link2

Link3